Battaglia di Torino 1706 • Epoca Classica
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7 settembre 1706 Sconfitta francese

Battaglia di Torino

Guerra di successione spagnola · Torino, Ducato di Savoia (l'attuale Italia)

Riassunto

Assediata dal 14 maggio 1706 dall’esercito franco-spagnolo, Torino, capitale del Ducato di Savoia, subisce bombardamenti e guerra di mine, ma la sua cittadella resiste. L’esercito imperiale del principe Eugenio di Savoia, partito dalle rive dell’Adige, risale a marce forzate la sponda destra del Po, si ricongiunge alla cavalleria di Vittorio Amedeo II alla fine di agosto e poi aggira la città per attaccare le linee francesi da ovest, tra la Dora Riparia e la Stura. Il 7 settembre, stretti tra questo assalto e una sortita degli assediati, i francesi vengono travolti e ripiegano in disordine verso Pinerolo. L’accerchiamento crolla nel giro di poche ore.

Contesto storico

Passato nel 1703 nel campo della Grande Alleanza, Vittorio Amedeo II vede gli eserciti di Luigi XIV occupare gran parte dei suoi Stati: alla fine del 1705 Torino è la sua ultima grande piazzaforte. La Francia intende sottomettere definitivamente la Savoia, ultimo ostacolo al suo controllo dell’Italia settentrionale. L’assedio inizia il 14 maggio 1706 sotto La Feuillade, che respinge i consigli di Vauban e attacca dal lato della Cittadella, il fronte meglio difeso, protetto da una vasta rete di gallerie di contromina. Il 17 giugno Vittorio Amedeo lascia la città con la cavalleria e ne affida la difesa al conte von Daun. Dopo la sconfitta di Ramillies (23 maggio), Vendôme viene richiamato nelle Fiandre e a luglio cede il comando dell’armata d’Italia al duca d’Orléans, nipote del re, affiancato dal maresciallo di Marsin. Eugenio ne elude la sorveglianza manovrando rapidamente dall’Adige. Nella notte tra il 29 e il 30 agosto il minatore Pietro Micca si sacrifica facendo saltare una galleria per impedire ai francesi di penetrare nella Cittadella.

Tattiche

Audace manovra di soccorso di Eugenio: marcia forzata di diverse centinaia di chilometri, svincolandosi dalle linee di rifornimento, poi un lungo aggiramento di Torino per colpire il lato occidentale delle linee francesi, il loro punto debole. Distesi lungo circa 25 km di circonvallazione, i francesi attendono nei trinceramenti: Orléans voleva marciare contro il nemico, ma Marsin esibisce un ordine del re che gli attribuisce l’ultima parola, e il suo parere è di restare nelle linee. Il 7 settembre Eugenio attacca su otto colonne; Carlo Alessandro di Württemberg sfonda a sinistra, poi gli assalti ripetuti dei prussiani di Leopoldo di Anhalt-Dessau, sostenuti da una sortita coordinata della guarnigione guidata da Daun, decidono la giornata. Le linee francesi sono prese alle spalle, l’artiglieria abbandonata, e molti fuggiaschi annegano nella Dora.

Conseguenze

Fine del controllo francese sul Piemonte e sul Milanese. Grave rovescio strategico: i francesi abbandonano l’artiglieria d’assedio e i bagagli, e Vittorio Amedeo rientra lo stesso giorno nella sua capitale, dove si canta un Te Deum. La vittoria del conte di Médavy a Castiglione, in Lombardia, nei giorni seguenti non cambia nulla: con la convenzione di Milano (marzo 1707) le truppe franco-spagnole evacuano l’Italia settentrionale, e il Milanese e Mantova passano all’Austria, che vi stabilisce la propria autorità e diventa la potenza dominante della penisola. Torino segna così l’inizio del ritiro francese dall’Italia. Con i trattati di Utrecht (1713) il duca di Savoia recupera la Savoia e Nizza e diventa re di Sicilia. In segno di ringraziamento fa erigere la basilica di Superga, sulla collina da cui lui ed Eugenio avevano preparato la battaglia.

Posizione

Luogo : Torino, Ducato di Savoia (l'attuale Italia)
Coordinate : 45.0703°N, 7.6869°E

Fonti

Questa scheda si basa sui seguenti riferimenti.