Battaglia di Vézeronce
Guerra di Burgundia (523–524) – seconda spedizione franca · Vézeronce (Viserontia), Isère — pianura presso Vézeronce-Curtin
Riassunto
Il 25 giugno 524, presso Vézeronce (Isère), Clodomiro affronta Godomaro III nella seconda spedizione franca contro la Burgundia. Dopo l’esecuzione di Sigismondo e dei figli per ordine di Clodomiro (523), i figli di Clodoveo riprendono la campagna nella primavera del 524: Clodomiro prende Lione senza combattere, insegue l’esercito burgundo verso le Alpi e lo incontra in vasta pianura. I Franchi prendono dapprima il sopravvento, ma Clodomiro, credendo di raggiungere cavalieri franchi, si getta in mezzo a nemici che lo uccidono ed espongono la testa. Le fonti divergono: Gregorio di Tours (vicino ai Franchi) pretende una vittoria franca; Agatia attribuisce il successo ai Burgundi; Mario di Avenches annota solo la battaglia e la morte di Clodomiro. Il regno burgundo sopravvive ancora un decennio — forte indizio di sconfitta franca — fino alla conquista del 534.
Contesto storico
Dopo la morte di Clodoveo (511), i figli proseguono l’espansione. Clotilde, principessa burgunda e zia di Sigismondo, spinge a vendicare Chilperico. Nel 523 una prima incursione cattura Sigismondo, giustiziato con i due figli per ordine di Clodomiro. Godomaro III gli succede e organizza la resistenza. Nella primavera del 524 Clodomiro, Childeberto, Clotario e Teodorico (fratellastro, genero di Sigismondo via Suavegota) impegnano una nuova guerra. Clodomiro avanza su Lione, la prende senza combattere, cerca il contatto con Godomaro che si ripiega verso le Alpi. L’incontro avviene nei pressi di Vézeronce, zona di pianura — non un’imboscata alpina. Un elmo di fattura bizantina, ritrovato nelle paludi di Rippes de Pillardin / Saint-Didier, è conservato a Grenoble e attribuito probabilmente a un capo franco.
Tattiche
Su vasta pianura le truppe di Clodomiro prendono rapidamente il sopravvento e respingono i Burgundi. Clodomiro, credendo di raggiungere un gruppo di cavalieri franchi, si getta in mezzo a guerrieri avversi che se ne impadroniscono e lo uccidono; la testa è infilzata su una picca e presentata ai Franchi. Gregorio pretende che, vedendo il capo decapitato, i Franchi avrebbero avuto un nuovo slancio e vinto — lettura partigiana. Agatia dà la vittoria ai Burgundi; Mario di Avenches si limita al fatto e alla morte del re. Nessuna fonte antica dettaglia ordini di battaglia né effettivi. Le ipotesi di imboscata in terreno alpino non corrispondono alla descrizione di pianura. Il «Mollard de Coyne», monticello talvolta detto sepoltura del re, è una formazione naturale.
Conseguenze
Godomaro resta padrone del campo; il regno burgundo sopravvive circa dieci anni. La morte di Clodomiro sconvolge la spartizione merovingia: i fratelli fanno assassinare due dei suoi figli (il terzo, Cloud, si fa monaco) e si spartiscono il regno di Orléans. Solo nel 532 Childeberto e Clotario riprendono Autun dopo un lungo assedio, poi nel 534, con Thibert (figlio di Teodorico), completano la conquista e si spartiscono la Burgundia. Vézeronce è dunque una pausa decisiva, non la fine dell’indipendenza burgunda.