Seconda battaglia di Puebla
Intervento francese in Messico · Puebla, Messico
Riassunto
Dopo il fallimento del 1862, i francesi lanciarono una nuova campagna contro Puebla, questa volta con una forza di gran lunga superiore e meglio preparata comandata dal generale Forey. L'assedio durò due mesi e comportò violenti combattimenti urbani, soprattutto attorno alle ridotte e ai bastioni difensivi messicani. Dopo diversi assalti falliti, i francesi ruppero le linee nemiche ed entrarono in città, costringendo il Messico alla resa il 17 maggio 1863.
Contesto storico
Napoleone III cercò di imporre un regime imperiale in Messico sotto Massimiliano d'Austria. Il controllo di Puebla era strategico: la seconda città del paese e la porta di accesso a Città del Messico. La spedizione fu rafforzata da nuovi contingenti francesi e alleati conservatori messicani. Forey iniziò una campagna metodica, assicurandosi innanzitutto un'offerta stabile prima di investire la città.
Tattiche
I francesi stabilirono un blocco completo e interruppero le comunicazioni messicane. L'artiglieria francese colpì sistematicamente i bastioni. Forey scelse attacchi settoriali mirati: ogni ridotta fu assaltata di notte con il coordinamento tra fanteria di linea, genieri e artiglieria. I combattimenti di strada furono feroci, soprattutto nel distretto di San Javier. La superiorità logistica e la disciplina delle truppe francesi assicurarono il progresso nonostante le pesanti perdite. Il nemico era stremato dalla carestia e dai bombardamenti incessanti.
Conseguenze
La caduta di Puebla aprì la strada a Città del Messico, che sarebbe caduta poco dopo senza una seria resistenza. Segnò il punto di svolta della campagna messicana: l'imperatore Massimiliano fu insediato subito dopo con il sostegno militare francese. Tuttavia, questa vittoria mascherava le difficoltà di mantenere un controllo duraturo sul paese, che si sarebbe rivelato costoso e fragile. Il prestigio militare francese fu tuttavia rafforzato a breve termine.