Combattimenti sul Mort-Homme e sulla collina 304 1916 • Epoca Contemporanea
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6 marzo - 30 maggio 1916 Vittoria francese

Combattimenti sul Mort-Homme e sulla collina 304

Prima Guerra Mondiale - Battaglia di Verdun (operazioni sulla riva sinistra) · Mort-Homme, collina 304, riva sinistra della Mosa, settore di Verdun, Mosa, Francia

Riassunto

I combattimenti sul Mort-Homme e sulla collina 304, sulla riva sinistra della Mosa, sono tra i più sanguinosi e simbolici di Verdun. Dopo il fallimento dello sfondamento iniziale tedesco sulla riva destra, il comando tedesco tentò di aggirare la difesa francese a ovest, con l'obiettivo di prendere Verdun dalle retrovie. Dal 6 marzo al 30 maggio, le cime del Mort-Homme (quota 295) e del colle 304 divennero teatro di incessanti attacchi e contrattacchi: ogni metro quadrato fu conteso a prezzo di sangue. L’artiglieria, schierata su una scala senza precedenti, rase letteralmente al suolo il paesaggio: le colline furono spianate, le foreste annientate, il terreno bucherellato di crateri e saturo di cadaveri. Le divisioni francesi resistettero a tutti i costi, nonostante la fame, la sete, il fango, il gas e l'estrema fatica. Il settore Mort-Homme divenne un inferno di fuoco, acciaio e fango, immortalato dal motto "Non passeranno". Gli assalti tedeschi, condotti con implacabile determinazione e sostenuti da truppe d'élite, non riuscirono a sfondare: la difesa francese resistette eroicamente, infliggendo pesanti perdite al nemico e impedendo l'accerchiamento di Verdun.

Contesto storico

Dopo la sorpresa iniziale di Verdun (febbraio), i tedeschi capirono che solo una manovra sulla riva sinistra avrebbe potuto spezzare la resistenza francese. Il Mort-Homme e la collina 304, due alture strategiche che dominano la pianura della Mosa, furono eretti come bastioni fortificati dall'artiglieria e dalla fanteria francesi. I tedeschi impegnarono mezzi immensi: artiglieria pesante, Minenwerfer, unità pioniere, uso massiccio di gas. Il terreno, inizialmente boscoso e ondulato, venne trasformato in un paesaggio lunare dall'intensità dei bombardamenti (a volte 80.000 granate al giorno). Le linee cambiarono costantemente: i tedeschi presero temporaneamente il Mort-Homme e la collina 304, ma i contrattacchi francesi (in particolare da parte del 129esimo DI, 38esimo e 39esimo DI, reggimenti coloniali) ripristinarono il fronte. Il rifornimento è stato effettuato sotto il fuoco; le perdite erano tali che le divisioni venivano sostituite ogni 8-10 giorni. La leggenda del Mort-Homme è stata forgiata dalla sofferenza e dalla feroce resistenza.

Tattiche

I combattimenti alternavano bombardamenti di artiglieria, attacchi di massa, incursioni notturne, guerra mineraria e uso intensivo di granate. I tedeschi cercarono di "cancellare" le difese col fuoco, quindi lanciarono assalti di fanteria supportati da fiamme e gas. I francesi difesero ogni trincea, ogni linfa, moltiplicando capisaldi isolati, rifugi sotterranei e sbarramenti difensivi di artiglieria. I contrattacchi francesi, spesso improvvisati ma di estremo coraggio, venivano condotti alla baionetta, a volte senza supporto. I genieri scavarono rifugi nel gesso e nel fango. Il coordinamento artiglieria-fanteria divenne essenziale, con segnalatori, piccioni viaggiatori e i primi telefoni da campo. Le condizioni sanitarie erano spaventose: feriti abbandonati nelle buche delle granate, cadaveri impossibili da seppellire, sete e malattie.

Conseguenze

La resistenza sul Mort-Homme e sulla collina 304 fu uno dei punti di svolta della battaglia di Verdun. Impedendo al nemico di sfondare sulla riva sinistra, i francesi salvarono Verdun da un certo accerchiamento. Il coraggio dei soldati e la loro tenacia nonostante l'orrore entrarono nella leggenda nazionale. Perdite immense traumatizzarono un’intera generazione: interi reggimenti annientati, villaggi cancellati dalla mappa. Questi combattimenti segnarono l'evoluzione della dottrina difensiva francese, l'importanza dell'artiglieria, la necessità di un'intensa rotazione delle truppe e la solidarietà tra fronte e retroguardia. Il settore Mort-Homme rimane, ancora oggi, un simbolo di sacrificio, commemorato da numerosi monumenti e ossari. Il motto "Non passeranno" si è radicato nella memoria collettiva francese, associato alla resistenza di Verdun.

Posizione

Luogo : Mort-Homme, collina 304, riva sinistra della Mosa, settore di Verdun, Mosa, Francia
Coordinate : 49.23°N, 5.314°E