Battaglia di Vittoria
Guerra peninsulare (campagna del 1813) · Vitoria, Paesi Baschi, Spagna
Riassunto
Il 21 giugno 1813 a Vitoria, nei Paesi Baschi spagnoli, Wellington schiacciò l'esercito francese di Giuseppe Bonaparte e del maresciallo Jourdan. I francesi persero 151 cannoni, tutto il treno e il bagaglio, un bottino così grande che i soldati alleati abbandonarono l'inseguimento per saccheggiare. La vittoria aprì la strada alla Francia e accelerò la caduta dell'Impero in Spagna.
Contesto storico
Dopo la ritirata da Burgos (1812), i francesi mantennero una linea sull'Ebro. Wellington, rinforzato dalle truppe spagnole, aggirò la posizione francese da nord e colpì Vitoria, dove Giuseppe Bonaparte aveva stabilito la sua corte. I francesi sorpresi dovettero combattere in ritirata con un immenso convoglio di bagagli.
Tattiche
Wellington attaccò su tre colonne convergenti: Graham a destra, Picton al centro, Hill a sinistra. Le divisioni francesi mantennero successivamente ciascuna posizione ma furono progressivamente aggirate. Jourdan e Giuseppe Bonaparte ordinarono la ritirata abbandonando l'artiglieria, le munizioni e il tesoro reale spagnolo; la confusione era totale.
Conseguenze
I francesi evacuarono la Spagna nel giro di poche settimane; Soult resistette in ritirata attraverso i Pirenei. Wellington entrò in Francia attraverso il passo di Roncisvalle. Vitoria fu celebrata da Beethoven (La Vittoria di Wellington) e segnò la svolta della guerra peninsulare a favore degli Alleati.