Operazione Dragon Rouge (Stanleyville)
Crisi del Congo – operazione all’estero · Stanleyville (Kisangani), Repubblica Democratica del Congo
Riassunto
L'operazione mirava a liberare diverse centinaia di ostaggi occidentali tenuti dai ribelli Simba a Stanleyville. Attraverso un'azione aerea congiunta franco-belga, la città fu conquistata in poche ore, i ribelli furono dispersi e la maggior parte degli ostaggi furono liberati. La Francia ha svolto un ruolo chiave nella pianificazione, nella logistica e nel comando, nonostante la presenza visibile delle forze belghe.
Contesto storico
La crisi del Congo ha innescato molteplici interventi stranieri per proteggere i cittadini. La Francia, che disponeva di forze speciali e consiglieri sul posto, si impegnò attivamente insieme al Belgio e agli Stati Uniti in un’operazione spettacolare.
Tattiche
Assalto aereo, accerchiamento delle posizioni ribelli, evacuazione di ostaggi sotto il fuoco, intensi combattimenti urbani, attacchi aerei contro le concentrazioni di Simba. Il 24 novembre 1964, intorno alle 7 del mattino, cinque C-130 americani lanciarono 320 paracadutisti belgi del reggimento Paracommando sull'aeroporto di Stanleyville; si assicurarono la pista e poi confluirono al Victoria Hotel dove i Simba avevano raccolto gli ostaggi.
Conseguenze
Vittoria tattica e liberazione della maggior parte degli ostaggi europei e congolesi, ma una tragedia umana con molti omicidi. L’intervento franco-belga rafforzò la reputazione delle forze speciali e segnò la nascita della dottrina dell’intervento d’emergenza in Africa. Dei 250 ostaggi radunati per strada, 18 furono uccisi e 40 gravemente feriti durante l'esecuzione innescata alla notizia dell'arrivo del belga; entro la metà di dicembre sarebbero stati giustiziati circa 185 ostaggi stranieri rimasti nelle aree di Simba.