Battaglia di Pavia
Guerre Italiane (Seconda Guerra della Lega del Cognac) · Pavia, Lombardia (Italia)
Riassunto
Il 24 febbraio 1525, davanti a Pavia in Lombardia, l'esercito di Francesco I fu sorpreso e circondato dalle forze imperiali di Carlo V al comando di Charles de Lannoy. Nonostante il coraggio dei gendarmi e dei lanzichenecchi svizzeri, gli archibugieri e i tercios spagnoli riuscirono a spezzare le cariche della cavalleria francese all'interno delle mura del parco Mirabello. Sul campo di battaglia fu catturato Francesco I, il primo re francese catturato dal nemico dopo Giovanni il Buono a Poitiers.
Contesto storico
La sesta guerra italiana contrappose Francesco I a Carlo V per il controllo della penisola. Dopo l'assedio di Pavia, l'esercito francese si accampò nel parco Mirabello, sperando di costringere gli Imperiali a revocare l'assedio. Lannoy e Pescara manovrarono di notte per prendere i francesi sul fianco e sulle retrovie, mentre i rinforzi milanesi bloccavano la ritirata verso la riva sinistra del Ticino.
Tattiche
Gli Imperiali combinarono gli archibugieri spagnoli trincerati dietro siepi e muri con pesanti cariche di cavalleria sui fianchi francesi. I gendarmi di Francesco I lanciarono diverse cariche eroiche ma incontrarono il fuoco degli archibugi a distanza ravvicinata. L'accerchiamento progressivo isolò le unità francesi; il re ferito fu catturato nella mischia dopo la morte di La Palice e Bonnivet.
Conseguenze
La sconfitta fu catastrofica: Francesco I fu portato in Spagna e costretto a firmare il Trattato di Madrid (1526), cedendo la Borgogna e le sue pretese italiane, prima di ripudiarne le clausole sul ritorno. La Francia perse temporaneamente la sua influenza in Italia; Carlo V dominò l’Europa. Pavia simboleggiava la superiorità tattica della fanteria da fuoco e dei tercios sulla cavalleria pesante ancora dominante nell'immaginario francese.