Battaglia di Novi
Campagna d'Italia (Guerra della Seconda Coalizione) · Novi Ligure, Piemonte, Italia
Riassunto
Il 15 agosto 1799, la battaglia di Novi contrappose l'esercito francese del generale Joubert a una coalizione austro-russa guidata dal maresciallo Suvorov e dal generale Kray. Fin dalle prime ore Joubert fu ferito a morte, privando i francesi del comando centralizzato e destabilizzando gravemente le loro linee. Le truppe francesi, già logorate dai precedenti combattimenti e numericamente inferiori, combatterono tuttavia ferocemente contro i ripetuti attacchi della coalizione. La giornata è stata caratterizzata da assalti frontali e contrattacchi locali, nei quali l'esercito francese ha mostrato una resistenza notevole ma insufficiente. Una delle battaglie più sanguinose della campagna d'Italia, si concluse con una grave sconfitta francese e una precipitosa ritirata verso gli Appennini.
Contesto storico
Nel 1799, la Seconda Coalizione (Austria, Russia, Gran Bretagna e alleati italiani) riprese l'iniziativa in Italia. Dopo la vittoria francese del 1796-1797 sotto Bonaparte, la situazione era peggiorata con il richiamo di molte truppe in Egitto e Germania, indebolendo il fronte italiano. Suvorov, generale russo di immenso prestigio, assunse il comando delle forze della coalizione e ottenne una serie di successi (Cassano, Trebbia). I francesi, divisi tra diversi generali, tentarono di riorganizzarsi in Piemonte. Joubert, recentemente nominato comandante in capo, sperava di ripristinare la situazione, ma il suo esercito era esausto, scarsamente rifornito e si trovava ad affrontare una coalizione superiore sia in numero che in qualità. Novi divenne il culmine di questa lotta, nella quale i francesi, nonostante la loro determinazione, furono intrappolati dalla strategia combinata austro-russa.
Tattiche
La battaglia fu segnata da una serie di assalti coordinati di Suvorov e Kray contro le posizioni francesi. La coalizione sfruttò la propria superiorità numerica moltiplicando gli attacchi su più fronti, costringendo i francesi a disperdere le proprie forze. La rapida morte di Joubert aumentò la disorganizzazione, anche se Moreau, presente sul campo di battaglia, cercò di mantenere la coesione. I francesi difesero piedi a piedi le loro posizioni nel villaggio e sulle alture, opponendo una fiera resistenza. I combattimenti divennero un susseguirsi di sanguinosi scontri frontali, in cui l'esaurimento e il progressivo isolamento delle unità francesi portarono alla rottura definitiva. La coalizione riuscì a sfondare le linee nemiche attraverso la pressione accumulata e le manovre di fiancheggiamento, costringendo i francesi alla ritirata.
Conseguenze
La sconfitta di Novi segnò una brusca frenata della presenza francese nel nord Italia. L'esercito francese, privato di Joubert e fortemente indebolito, si ritirò dietro gli Appennini. Questa ritirata lasciò ad austriaci e russi il controllo della Pianura Padana e del Piemonte, compromettendo l'intera campagna italiana. Politicamente, la morte di Joubert privò la Repubblica di un giovane generale promettente, considerato uno dei potenziali successori di Bonaparte. La vittoria accrebbe notevolmente il prestigio di Suvorov, sebbene i suoi rapporti con gli austriaci rimanessero tesi. A lungo termine, la sconfitta francese contribuì a isolare gli eserciti repubblicani e ad accelerare la necessità di una ripresa militare che sarebbe arrivata solo con il ritorno di Bonaparte nel 1800 e la vittoria di Marengo.