Battaglia di Inab
Conflitto tra la contea di Antiochia e le forze Zengid · Inab (oggi Siria, a nord-ovest di Aleppo)
Riassunto
Il 29 giugno 1149 Raimondo di Poitiers guidò l'esercito di Antiochia e gli ausiliari armeni contro Nur ad-Din vicino al guado di Inab. Dopo aver respinto un'incursione su Artah, cerca una battaglia campale; Nur ad-Din attira i Franchi su una collina isolata, chiude il cappio e annienta l'esercito. Raimondo morì combattendo e la sua testa fu mandata ad Aleppo.
Contesto storico
Dalla caduta di Edessa, Nur ad-Din voleva neutralizzare Antiochia per controllare l'alta valle dell'Oronte. Raimondo, alleato di Thoros II dell'Armenia cilicia, cercò di impedire la perdita delle marce. Nonostante l'assenza di rinforzi da Tripoli e gli avvertimenti del Patriarca Aimery, andò ad affrontare l'esercito Zengid, fiducioso nella superiorità della sua cavalleria pesante.
Tattiche
Nur ad-Din ricorre alla molestia e all'accerchiamento: arcieri a cavallo che provocano la carica dei Franchi, ritirata verso una collina dove attende il grosso dell'esercito, poi doppio movimento della cavalleria che interrompe la ritirata. Gli alleati armeni, separati dal centro franco, sono schiacciati; la cavalleria pesante, isolata, viene stremata dalle frecce prima di essere finita dai ghulam e dalla guardia personale di Nur ad-Din.
Conseguenze
La morte del principe lascia Antiochia sotto la reggenza di Costanzo, costretta a cercare l'aiuto bizantino. Nur ad-Din recupera Artah e Harenc, consolida le sue posizioni e rafforza il suo prestigio presso gli emiri siriani. La richiesta di aiuto lanciata in Occidente contribuisce a sensibilizzare l'Europa sui pericoli cui corrono gli Stati latini, senza però invertire gli equilibri di potere.