Battaglia del Monte Cadmo
Seconda Crociata – attraversando l’Anatolia · Monte Cadmo (vicino a Denizli, Anatolia, l'attuale Türkiye)
Riassunto
Il 6 gennaio 1148, la colonna francese attraversò il monte Cadmo (Honaz Dağı) quando gli arcieri a cavallo selgiuchidi la attaccarono dai pendii. La fila dei pellegrini e dei bagagli si spezzò, la retroguardia fu fatta a pezzi e molti carri furono gettati nei burroni. Luigi VII, separato dal grosso dell'esercito, si rifugiò con la sua guardia su uno sperone roccioso prima di unirsi alla colonna in serata.
Contesto storico
Nel suo viaggio verso la Terra Santa dopo il Concilio di Vézelay, Luigi VII scelse la via terrestre anatolica. I rapporti tesi con l'imperatore Manuele Comneno e il rigido inverno ritardarono la marcia. Masud I di Rüm ordina una guerra di logoramento: distruzione di ponti, blocco delle fonti e attacchi incessanti contro la lunga colonna incrociata.
Tattiche
I Selgiuchidi usavano la topografia: arcieri a cavallo posizionati sulle creste tiravano dall'alto verso il basso, distaccamenti bloccavano la coda della colonna. L'avanguardia guidata da Geoffroy de Rancon continuò senza indugio il suo cammino, aprendo un varco di cui i turchi approfittarono. Luigi VII forma un cerchio difensivo di cavalieri e pedoni su un promontorio, respinge diversi assalti poi scende di notte per ristabilire un corridoio verso l'avanguardia.
Conseguenze
L'episodio del Monte Cadmo costò diverse centinaia di uomini, attrezzature e quasi l'intero tesoro reale. La fiducia dei baroni francesi nella condotta del re è incrinata; molti sceglieranno di imbarcarsi ad Attalia per evitare ulteriori imboscate. Giunto incruento in Siria, l'esercito francese non potrà più influenzare in modo decisivo la continuazione della crociata.